Vestimi

viviRoma

Il pittore Francesco Patanè e il filosofo Leonardo Caffo incontrano Raimondo Rossi, fashion editor perugino, per regalarci un nuovo lavoro che accarezza moda, filosofia e pittura.

Di cosa vestiamo i nostri figli? E di cosa vestiamo noi stessi?
Presentiamo in anteprima ”Vestimi”, un lavoro dell’art director Raimondo Rossi, in arte Ray Morrison, che vuole ricordare quanto sia importante il rispetto delle diverse personalità di ognuno di noi, soprattutto in età adolescenziale, da parte della società, delle famiglie e dei media.

Gli stereotipi proposti dai media o dalle società – ci dice Ray – sono dannosissimi se colpiscono gli adolescenti, che vanno ad emulare ciò che non sono.

Nella moda o in altri settori, dobbiamo tutti stare molto attenti ai messaggi che mandiamo. Lo strapotere dei designer importanti e i modelli proposti da molteplici fonti non fanno che confondere le menti dei ragazzi: per esempio, un anno si spinge sul non gender, l’anno dopo su qualcos’altro.

Con questo lavoro vorrei ricordare a tutti di tenere “il loro potere a posto”. Ricordare loro di favorire, non solo rispettare, chi si veste di letteratura, chi si veste d’arte, chi si veste di filosofia.

È ora che si capisca che si può essere fighi se si leggono libri quanto se si indossano bei vestiti o si abbia un corpo scolpito.

Ma questo NON si fa organizzando eventi dove si fanno performance d’arte o si legge una poesia mentre si sfila: tutte assurdità. Il lavoro è a un altro livello, e deve essere più vero e profondo. Vero a partire da chi lo partorisce”.

Qualche anticipazione?
“È una storia semplice – continua Ray – come dovrebbero essere tutte le cose. Con immagini semplici, vere, pulite. Tre ragazzi, tre anime, tre passioni: tutti importanti, tutti unici.

La stessa moda, una forma di cultura, torna al suo antico intento, quello di adornarsi di un vestito a casa propria, seguendo una vera attitudine e desiderio, non interessato ad ottenere consensi o pubblica stima”.

Vestimi” accoglie alcuni special guests di grande fascino, quali Leonardo Caffo, filosofo e scrittore, che accompagnerà le storie di questi ragazzi, e ci spiega come la filosofia sia cibo per il corpo e l’anima, come sia un tessuto etereo che va a riscaldarci in profondità:

“Che in anticipo sul proprio tempo, dal proprio tempo verrà raggiunto”. “È una frase –ci dice Leonardo – del filosofo austriaco Ludwig Wittgenstein, che spiega benissimo perché la filosofia è un abito. È un abito perché ti protegge dal mondo esterno, che in fondo è quello a cui un abito serve, ma è anche un abito che non segue le mode, anticipa nuove tendenze e apre nuove prospettive per il futuro “.

ray morrison

Tana Rusanov

Il lavoro si concretizzerà in un servizio fotografico, di cui ora proponiamo i ritratti dei tre protagonisti, e in un video clip, accompagnato dalle parole del filosofo Leonardo e di Francesco Patanè,pittore romano già quotato anche a Parigi, e adornato dagli abiti di Stefano Montarone, fashion designer conosciuto a livello internazionale.

Stefano, ci ricorda Ray, “si lascia trasportare dalle vibrazioni sensoriali ed elabora qualsiasi cosa gli accenda emozioni. Ogni sua opera ha una storia dietro”.

“Quando Ray mi ha chiesto di vestire una dei tre protagonisti con un mio dipinto –prosegue Francesco– ho subito accettato. Perché, per me, la pittura e la “mia” arte significano vestire, con il mio vero essere, l’anima di un altro essere umano.

La tela che creo è l’abito che dono. Dipingere durante le riprese, in diretta, con la modella di fronte a me, è stato raccontare quello che per me è la pittura: è la mia vita, è il vestito più prezioso che ho”.

Alessandro Amico, che ha curato la fotografia per i magazines, ci illustra le atmosfere degli scatti: “La cultura ci veste e decidiamo di farci vestire da questa in maniera unica e singolare. Allo stesso modo ho voluto con la fotografia far vivere tre diverse storie facendole relazionare tra loro in maniera semplice e diretta.

Fasci di luce, toni caldi e pose semplici sono diventati i comuni denominatori del progetto fotografico. Tutto ciò per poter trasmettere la naturalezza e la normalità di un individualità e una unicità vissuta nei confronti della cultura”.

ray morrison

Miriam Marroccoli

Letizia Sbergamo, con l’assistant operator Elisabetta di Carlo, si è presa cura della parte video: “In questo video ho cercato di affrontare la tematica del vestirsi, donandogli un significato totalmente diverso da quello che credevo in principio.

Infatti, attraverso le parole di Raimondo, Francesco e Leonardo ho compreso come sia possibile vestirsi di poesia e di arte, e di come l’espressione estetica della propria identità riesca a rafforzare la persona.

Per questo video ho scelto di rappresentare questi concetti, impersonificandoli nei tre giovani ragazzi, adottando tinte calde e famigliari, per cercare di ricostruire un senso di maggiore d’intimità.

Il tempo diegetico si dilata e restringe in una convulsa fusione tra momenti di riflessione e azioni fondendosi con le parole e i racconti di tre diversi autori”.

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