Pensiero Vuoto | Renata Fabbri Galleria

PENSIERO

Un ciclo di interviste
a giovani operatori culturali Under 30.

Parlare in questo momento mi richiede un grosso sforzo. Una strana sensazio- ne. Musei e gallerie chiuse. Fiere annullate o rimandate. Restrizioni governative. L’emergenza sanitaria ha colpito anche il sistema dell’arte – non imbattibile, lo sapevamo – mettendone in luce le debolezze e le contraddizioni. Ho osservato dal mio telefono il mondo dell’arte reagire. Ho visitato qualche mostra. Qualche fiera. Incontrato artisti. Ho sognato. E proprio perché ho sognato sono arrivata alla conclusione che l’arte mi tiene in vita, nonostante la momentanea difficoltà. Sono una gallerista. E essere è una condizione imprescindibile. Una responsabilità.

Credo in un’idea di galleria come luogo di incontro. Un luogo dove amo fare cultura, più che mercato. Credo in un mercato dell’arte intelligente in gra- do di premiare la qualità della ricerca svolta. Cosa accadrà domani? Le cose cambieranno. Inutile illuderci e fare finta di niente. Nel breve futuro sarà cruciale essere più uniti, galleristi e artisti. Supportarci pensando a un domani diverso. Non necessariamente peggiore. Più povero sicuramente. La trasformazione sarà uno spostamento di energie verso le relazioni umane. Verso la cultura. Verso un dialogo costante e continuativo con tutti gli operatori. Dopotutto, avere una galleria è quasi una missione. Un luogo di libero scambio di idee ed emozioni. E il pensiero che ci appartiene è lo strumento di cui l’arte si avvale.

La mia galleria oggi è chiusa. Vivo con mio figlio ventenne e studente e, una convivenza così ravvicinata, non è mai accaduta. All’inizio mi ha un po’ spaventata. Poi ho capito che quello che mi fa paura veramente è come sta vivendo lui, come stanno vivendo tanti o tutti i giovani questa situazione. Perché sono coloro che improvvisamente si sono sentiti invecchiare. Impossibilitati nel movimento, di fronte a una lenta attesa del trascorrere del tempo.

Parlando con l’amico e filosofo Leonardo Caffo è nato il proposito di fare partire un progetto che abbiamo chiamato Pensiero Vuoto. Uno spazio da riempire di nuove energie. Pensiero vuoto vuole essere un ciclo di interviste a giovani operatori del mondo dell’arte under 30. Ci rivolgiamo a loro proprio perchè portano sulle spalle una responsabilità enorme. Il mondo che si trovano a dover affrontare non è tra i migliori . Allo stesso tempo, saranno loro la forza trainante dei prossimi decenni. Sorge quindi la domanda: l’arte è essenziale? L’’arte ha preparato i giovani a gestire questa emergenza? Da questi spunti abbiamo pre- parato tre domande da porre durante le interviste:

Cosa significa essere giovani artisti in cattività? Cosa sarà urgente pensare e fare dopo?
Cosa sarebbe stato urgente pensare e fare prima?

Proprio perché è bello guardarsi indietro e vedere cosa abbiamo fatto e cosa possiamo fare, con questo progetto non cerchiamo di colmare un vuoto per intrattenere, ma per pensare. Perché è urgente rivedere il nostro ruolo, come galleristi, come artisti, come operatori culturali. È un impegno che la galleria si vuole prendere nei prossimi mesi per dare spazio a nuove energie e sinergie. È uno slancio obbligatorio che ci sentiamo di fare.

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