La vita è un affare strano, spesso incomprensibile. Vieni, fai, te ne vai. Nel mezzo si sale, si scende, ci si innamora e lascia, ci si ammala e si guarisce. La mia storia non è importante, forse lo è stata la mia filosofia e le sue varie forme. In questo nodo intricato, fatto di lotte e di sconfitte, sono salito e sceso anche io: ci sono state le iene sul cadavere, le rondini che hanno mostrato l’orizzonte, i vermi che hanno mietuto il loro raccolto. Ma una storia è sempre una Storia, cioè un sistema di narrazioni. Di invenzioni.
Esce oggi sul Corriere della Sera una lunga intervista che ho dato a Ilaria Gaspari, filosofa e scrittrice, su alcune piccole cose di un piccolo uomo: la forza di continuare a lavorare, lo stile del non arrabbiarsi o rispondere mai alle provocazioni, la fiducia non tanto nelle istituzioni ma nelle persone anche in quelle che mi hanno abbandonato o allontanato perché il loro piccolo orto fatto di like poteva appassire. C’è qualcosa che deve restare privato, e poi ce la potenza e la prepotenza del pensiero che deve rimanere pubblica e niente potrà mai silenziare davvero.
Ci sono i progetti falliti, perché falliti i cuori di coloro che li hanno interrotti, e poi ciò che viene: i libri, dei film, una nuova casa editrice e l’idea di un festival, la passione ritrovata nell’insegnare e dare voce agli altri.
Esce oggi una intervista che è anche una piccola guida sul come sopravvivere alle tempeste di merda (è una citazione di Roberto Bolano) prepararsi agli infiniti calci di inizio dell’esistenza, a innamorarsi di nuovo e essere utile per gli altri. Una intervista per pararsi dalle prossime inutili tempeste e per dare appuntamento a chi mi ha sempre letto e ascoltato ai prossimi libri e racconti, mostre e progetti, e ai concetti di chi non cede. Un’altra narrazione è possibile, più complessa e meno da sbranare: ma l’intelligenza è rara come la pazienza interpretativa.
Prendo un pennarello, dai libri taglio e creo a partire da ciò che mi piace o non mi piace. Un lavoro di scrittura infinito, questo è il futuro.
“I rigori li sbaglia solo chi ha il coraggio di tirarli” Diego Armando Maradona
in edicola su 7 Corriere di oggi 28 giugno 2024
