letteratura

Editore, cercasi.

La verità è che scrivere, stanca. Stanca, ma diverte. E questo basta, finché qualcuno non bussa alla porta dicendo che ti ha notato, ma si era scordato. Un libretto piccolo, un romanzo (Roma + Manzo), dovrebbe uscire neanche tra tantissimo tempo. Ma quello grande, ovvero il romanzo con la “R” più bella, è praticamente in stallo ed ogni volta non trovi le parole giuste per andare avanti. Vi metto qui, qui di seguito, un pezzetto piccolo piccolo. Forse, ne vale la pena di leggerlo – o forse no. Di sicuro, dopo questo giugno incasinato mi ci metto a lavorare per benino. L’editore non lo so ancora, nel caso …

9

Il mondo in cui viviamo è una cosa estremamente, maledettamente, inclusiva. Ogni più piccola cosa che avete mai visto ne è parte, e ne siamo parte voi e io. Anche la Terra ne è parte, ed il sistema solare, l’intera Via Lattea, le remote galassie, nonché tutti i pezzi di spazio vuoto tra le stelle e le galassie. Non c’è nulla così lontano da noi da non essere parte del nostro mondo. Bisogna includere tutto, a qualsiasi distanza. Lo stesso, dicasi per il tempo. Secondo il filosofo David Kellogg Lewis, padre del realismo modale, esistono infiniti mondi possibili proprio come il nostro. E quando dico esistono, intendo dire proprio così, ecco. Su ognuno di questi mondi, spazio – temporalmente e causalmente isolati, esistono delle controparti di ognuno di noi. Le cose del mondo avrebbero potuto stare diversamente, in tanti modi: potevate prendere quella strada, e non questa; potevate salvargli la vita, ma lo avete lasciato morire. Questo mio libro, ad esempio, avrebbe potuto essere finito entro la data stabilita ma come sempre, ho sforato le mie consegne personali. Secondo Lewis tu, proprio tu che leggi, hai controparti in parecchi altri mondi. Le tue controparti ti somigliano molto, per contenuto e contesto, sotto aspetti importanti, e ti somigliano più di quanto ti somiglino le altre cose nei loro mondi anche se, ed è davvero importante ricordarlo, non sono davvero te, perché ciascuna di loro è nel suo proprio mondo, e solo tu sei qui nel mondo attuale. Certo, in modo approssimativo, potremmo dire che le tue controparti sono te in altri mondi, che loro e tu siete la stessa cosa; ma sarebbe poi una gran confusione, ed è meglio dire che le tue controparti sono individui che tu saresti stato se il mondo fosse stato fatto altrimenti. Ma poi è andata così.

Ora io, sono davvero sicuro, che Afta e Alfredo, in almeno uno degli infiniti mondi possibili, sono stati legati in modo indissolubile – vivendo un’intensa vita di amore, e di gioia. Sono pure convinto, ma qui Lewis non c’entra, che nel mondo attuale alcune cose tendano a ristabilire, quasi per un’osmosi metafisica, l’equilibrio come nei mondi migliori, in quelli in cui nessuna vita è davvero offesa, ed Afta non ha potuto conoscere la sofferenza della prostituzione. Se le cose stanno davvero così, questa nostra storia, comincia ad indirizzarsi verso la giusta direzione. Ed Alfredo è parte integrante di quell’osmosi.

Di ritorno a casa, quella notte, Alfredo trovò Marco sdraiato su divano, in compagnia di una russa raccattata in qualche discoteca del centro, scivolò lentamente verso il frigo, prese un lattina di Guinness, e si recò in camera sua – dove il MacBook bianco era già acceso. Controllò la mail, invano, sperando che il prof che aveva contattato gli avesse risposto, e cominciò a fare delle ricerche molto dettagliate sul tema della prostituzione – vedendo se qualche autorevole letterato avesse trattato il problema, in modo da richiedere la tesi su quell’argomento. Inserendo la parola “prostituzione” su Google, i risultati ottenuti, furono davvero scarsi. Cominciavano a comparire, tra le notizie recenti, alcune dicerie su presunte storie clandestine del premier italiano, una pagina Wikipedia chiaramente inutile, e qualche video delle Iene che facevano finta di fare del giornalismo d’assalto, lavorando ufficialmente per lo stesso premier che era stato trovato con le mani nella marmellata. Poco soddisfatto, Alfredo inserì sul motore di ricerca, “romanzi – prostituzione”, e con sua grande sorpresa comparve di fronte ai suoi occhi la copertina di un libro fresco di stampa: Fiere di essere puttane, edito da Derive e Approdi. Non sapendo cosa pensare, aprì la sua Moleskine nera ed appuntò quel titolo, se ne parlava al mattino dopo di questa strana coppia di autori, Maîtresse Nikita e Schaffauser Thierry: una puttana, ed un puttano.

Ebbene si, esistono anche i puttani, quelli maschi.

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Categorie:letteratura

2 replies »

  1. Ciao, se ti può interessare, io lavoro come ufficio stampa per Edizioni Uroboros, una piccola casa editrice indipendente di Milano. Magari puoi provare a visitare il nostro sito (che trovi nel campo apposito) e spedirci il tuo manoscritto, semmai avessi voglia una volta finito.
    Ovviamente non ti assicuro nulla, la mia visita in questo blog non dipendeva affatto da ricerche di autori, però mi sembrava gentile lasciarti questo commento.
    🙂

    A presto,
    Lavinia.

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