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Alle origini del Veggie Pride

[L’articolo dovrebbe apparire su AgoraVox, ma mi sono stancato di aspettare. Per adesso va qui. Intro scritta dai moderatori di AgoraVox: Antonella Corabi e Marco Reggio sono gli organizzatori storici di una delle più importanti manifestazioni dell’animalismo militante mondiale che, in Italia, si svolge a Milano ogni Giugno. Quest anno il corteo si terrà il 18 Giugno, e partirà da piazza Missori. Sentiamo cosa hanno da dirci i due organizzatori, intervistati per l’occasione]

Com’è nata l’idea di un Veggie Pride?
Antonella: Il Veggie Pride è una manifestazione nata in Francia nel 2001 e diffusa in Italia a partire dal 2008. Essa riunisce tutti i vegetariani e i vegani che vogliono affermare pubblicamente il proprio rifiuto a partecipare al grande massacro subìto dagli animali vittime della pesca, della caccia e degli allevamenti. Non è sempre facile esprimere questa presa di posizione contraria, poiché quella di sfruttare e di uccidere gli animali è una norma accettata e condivisa dalla stragrande maggioranza della società, che infatti respinge ogni tentativo di critica.
Marco: Non è un caso che i vegetariani e i vegani vengano derisi, ignorati e talvolta diffamati proprio perché con il proprio comportamento quotidiano, con il proprio rifiuto di contribuire a questa strage, mettono in discussione una pratica millenaria e radicata nelle nostre società. E’ per questo che è stato coniato il termine “vegefobia”. L’idea del Veggie Pride è proprio quella di creare un momento per affermare la nostra fierezza di rifiutarci a partecipare a questo sterminio: è il coming out della nostra solidarietà agli animali.

Che cosa intendete per vegefobia?
Antonella: La vegefobia è l’insieme dei tentativi che la società mette in atto per mettere a tacere la critica al massacro degli animali. Rifiutarsi di mangiare la carne e i prodotti animali non è infatti una semplice dieta, ma un vero e proprio atto di disobbedienza civile a questa strage. La società è consapevole che questo gesto ha un profondo significato e quindi cerca di osteggiarlo in vari modi. Ad esempio noi vegani siamo ascoltati solo quando associamo al vegetarismo i vantaggi per la salute o per l’ambiente, mentre siamo derisi o non siamo presi veramente sul serio quando parliamo degli interessi degli animali. Spesso negli ospedali, nelle mense, nelle scuole, nelle prigioni, le diete vegane non sono presenti oppure non sono bilanciate. La violazione del diritto a una corretta alimentazione è un modo per escludere chi non obbedisce alla regola di mangiare gli animali. L’istituzione medica spesso diffonde affermazioni scorrette e parziali sull’alimentazione vegana e quando questi attacchi vengono diffusi attraverso i media, i vegani non hanno il diritto di rispondere e di difendersi pubblicamente.
Marco: Inoltre, siamo disapprovati socialmente se decidiamo trasmettere ai nostri figli i nostri valori di nonviolenza verso gli animali. Noi non vogliamo minimizzare o ignorare la vegefobia. Desideriamo, anzi, smascherarla perché essa è la reazione della società alla critica che noi denunciamo come persone solidali con gli animali mangiati e sfruttati, un tentativo, a volte solo sottile a volte più esplicito, di farci stare zitti.

Come si svolgerà il corteo italiano quest’anno?
Antonella: Il corteo avrà luogo il giorno 18 giugno 2011 alle ore 14.00 circa, a Milano. Partirà da piazza Missori e percorrerà le vie del centro cittadino. Come ogni anno, sarà presente uno spezzone di genitori e figli vegetariani. Durante la manifestazione saranno organizzate anche alcune performances per simboleggiare e denunciare la schiavitù a cui sono soggetti gli animali: alcuni volontari seguiranno il corteo stesi all’interno di alcune vaschette di plastica, del tutto simili a quelle che contengono i poveri resti degli animali venduti nei supermercati, e saranno trainati lungo tutto il percorso. Altri attivisti rappresenteranno una simbolica “scena del crimine”: verrà steso a terra un telo raffigurante alcune sagome di animali, che sono le vittime di un crimine che è di fatto accettato legalmente. La sofferenza dei miliardi di pesci, che muoiono ogni giorno senza poter far sentire la loro voce, verrà denunciata da alcuni volontari che si avvolgeranno dentro le reti dei pescatori. Gli aggiornamenti sui pullman dalle varie città, le iniziative, i contatti necessari sono sul sito www.veggiepride.it.

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Categorie:animot, interviste

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